Posted by on ott 26, 2018 in blog | 0 comments

Mi addormento con Due Mondi da Anima Latina in testa e mi sveglio con mia figlia che vuole fare OHM tutti insieme sul letto, in risposta al fatto che dalle 7 e trenta sto raccontando lo spettacolo di Davide Enia al mio compagno, mezza sonnambula. A proposito: non perdetelo, ora è al teatro India, poi sarà a Palermo. Le ho portato il libro di Davide edito da Sellerio in regalo, è un libro su Lampedusa, sui naufragi, sulla nostra origine, che leggerà se vuole quando sarà un po’ più grande. Stanotte, seppur poco, ho dormito benissimo, perché ieri a teatro ho visto uno spettacolo stupendo, ho visto intere classi di liceo con gli occhi lucidi e i cuori squarciati, che respiravano allo stesso ritmo dell’attore, ho visto anziani borghesi fermarsi in silenzio dopo lo spettacolo, guardarsi dentro, ho visto tanti colleghi pieni di gratitudine e ammirazione. Ho visto me e ho capito che nell’ultima parte della mia vita mi sono “chiusa in casa”, nei miei problemi ombelicali, familiari, nei miei sogni di vita ideale in un mondo perfetto, piuttosto che fondermi con questa complessità umana, pur avendo in passato aiutato delle persone, aver cenato e dormito con le persone in fuga dal CARA di Mineo e da altri centri, in cerca di un futuro più libero, pur avendo occupato con loro il Comune di Messina per far chiudere la tendopoli..pur avendo letto milioni di articoli, libri, pur essendo dalla nascita di sinistra se non di più, .pur essendo cresciuta fin da piccola vedendo documentari girati in Congo, avendo avuto amici adottati negli anni ’80, pur frequentando principalmente amici di ogni età comunisti, anarchici, cattolici, ma sempre aperti ad accogliere le persone in difficoltà e quando è il caso a lottare al loro fianco. Io come molti altri mi sono sentita distante. distante da Lampedusa, distante da Baobab, dalle ong, distante dai problemi degli altri, come se gli altri non fossero collegati a me. Parlo di una distanza di corpi, non intellettuale ovviamente. Questa distanza si è colmata in parte, per fortuna,  grazie alla scuola pubblica in cui lavoro da un mese come educatrice al doposcuola con bimbi figli di migranti e “italiani” e con cui facciamo esperienze di teatro e molti giochi; e grazie alla mia collega del pre-scuola, Ana, che da quando aveva 15 anni vive qua, perché sua madre ha sposato un italiano e ha un fratello italiano, ma nonostante ciò ogni anno deve pagare tanti soldi per il permesso di soggiorno e sua madre che da 40 anni versa i contributi in italia, ha un figlio e un marito italiano, ancora non ha la cittadinanza perché ogni volta che deve andare in Perù le pratiche vengono annullate e deve ricominciare, sborsare un sacco di soldi..Sua madre è morta l’anno scorso, la nonna di Ana, la signora ovviamente ha voluto trascorrere un po’ di tempo con lei, per accompagnarla e prendersi cura di lei, due mesi. e solo per questo ha perso il diritto alla cittadinanza italiana, adesso deve ricominciare. Da quando c’è la lega al governo ancor peggio. Io penso sempre che bisognerebbe abbattere le frontiere, parlare con calma coi fascisti, non diventando altrettanto violenti, (anche se l’istinto sarebbe di spedirli nei carceri libici…) ma praticamente non faccio nulla di radicale, non voglio andare in carcere, voglio vivere bene. Ora però non è più il tempo di condividere articoli sui social e chiacchierare con gli amici su questi temi, è il tempo di riempire le strade, i mari, i bar, i teatri, i cinema, le scuole di Amore.
Buongiorno a tutti, che sia davvero un giorno buono per tutti e non solo per voi che potete leggermi. p.s. Grazie Stella Lu. Adoro la sigla di Trulli Tales su Rai Yoyo. Mi mette sempre il buon umore. w lo sciopero generale che mi ha permesso di iniziare la giornata come desideravo, almeno oggi.

L’abisso di Davide Enia

http://www.davideenia.org/